Intervista a Davide Villa, Presidente di B-AI Semplice
Come descrivereste la vostra azienda e quali sono i suoi punti di forza?
B-AI Semplice è una società di Business Intelligence con un posizionamento specifico per la logistica e i trasporti. Non siamo una piattaforma generalista adattata a più settori, veniamo da questo mondo e conosciamo in modo concreto processi, criticità e KPI che contano davvero. Questo ci permette di offrire una BI già orientata alle decisioni operative e gestionali tipiche della supply chain.
Alla base c’è una convinzione spesso sottovalutata, ovvero che oggi la logistica non è più solo esecuzione operativa, ma incide direttamente sulla percezione del brand, sulla fidelizzazione dei clienti e sulla capacità commerciale delle aziende. In molti casi è un fattore che determina il successo o l’insuccesso del business.
Il paradosso è che, nonostante questa centralità, gli strumenti per leggere i dati in chiave manageriale sono ancora poco diffusi. In una nostra indagine su oltre 200 responsabili logistica e trasporti, il 62% ha dichiarato di lavorare ancora con report Excel ricostruiti manualmente ogni volta, aggregando dati provenienti da sistemi diversi e non omogenei.
B-AI Semplice nasce esattamente per risolvere questo problema: trasformare dati operativi già presenti in azienda in informazioni leggibili, affidabili e utilizzabili per prendere decisioni. In modo semplice, veloce e soprattutto coerente con le esigenze reali di chi gestisce ogni giorno la logistica.
Al #GLSummit26 presenterete qualche novità o innovazione?
Durante il Global Summit saremo presenti con uno stand dove sarà possibile vedere la piattaforma in azione, ma soprattutto il 21 maggio alle 11 porteremo uno speech molto concreto, con una demo reale della soluzione.
Mostreremo cosa significa avere una Business Intelligence già pronta per la logistica e i trasporti. Una piattaforma con KPI già definiti, un data warehouse preconfigurato e processi di integrazione dei dati progettati per normalizzare automaticamente informazioni che arrivano da sistemi diversi. In altre parole, non una BI da costruire, ma una BI da accendere.
La novità più rilevante riguarda l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale. Non come elemento teorico, ma come strumento operativo. Sarà possibile interrogare i dati in linguaggio naturale, senza passare da query o competenze tecniche, e ottenere risposte immediate su costi, performance e criticità.
Abbiamo inoltre introdotto un agente AI che fa un passo in più. Non si limita a rispondere, ma analizza in autonomia i dati presenti nelle dashboard e li trasforma in un racconto strutturato, evidenziando insight, anomalie e punti di attenzione. In pratica, con un clic si passa dal dato grezzo a una lettura già interpretata, pronta per supportare decisioni.
È un cambio di prospettiva importante: meno tempo speso a costruire report, più tempo dedicato a capire cosa fare.
Business Intelligence Evolutiva: Come si trasforma la vostra offerta di BI per passare da una reportistica descrittiva a una “prescrittiva”, capace di suggerire azioni concrete per eliminare i colli di bottiglia?
Negli ultimi anni si parla molto di Business Intelligence “prescrittiva”, ma spesso si crea più aspettativa che valore reale.
Noi partiamo da un punto diverso. Prima di parlare di prescrizione, bisogna risolvere un problema molto più concreto: rendere i dati leggibili e utilizzabili. Per questo abbiamo costruito una BI verticale per logistica e trasporti, con data warehouse già modellato sui processi, KPI predefiniti e dashboard pronte. L’obiettivo è togliere mesi di lavoro e permettere alle aziende di arrivare velocemente a una lettura affidabile dei propri numeri.
Su questa base abbiamo inserito l’Intelligenza Artificiale, ma con un approccio pragmatico. Oggi è possibile interrogare i dati in linguaggio naturale, ottenere insight automatici e individuare anomalie senza dover costruire ogni volta nuove analisi. Questo abbassa drasticamente la barriera di utilizzo e rende la BI accessibile anche a chi non ha competenze tecniche.
Sul tema della “prescrittività”, però, è importante essere chiari. La logistica è un sistema complesso, influenzato da variabili che spesso stanno fuori dai dati, come relazioni con fornitori, scelte commerciali, condizioni operative o vincoli finanziari. Pensare di delegare a un algoritmo decisioni affidabili in ogni contesto è, oggi, più una promessa commerciale che una realtà operativa.
Per questo il nostro approccio è diverso. Non cerchiamo di sostituire il manager, ma di metterlo nelle condizioni di decidere meglio e più velocemente. La piattaforma evidenzia colli di bottiglia, segnala scostamenti, mette in priorità le aree critiche.
L’Intelligenza Artificiale fa un passo in più. Non si limita a mostrare i dati, ma aiuta a interpretarli, evidenziando dove intervenire e cosa sta cambiando.
La differenza è tutta qui.
Non diciamo alle aziende cosa fare.
Mettiamo i responsabili nelle condizioni di capire, con chiarezza, cosa sta succedendo e dove intervenire davvero.
In un’epoca dominata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, qual è oggi il ruolo del capitale umano all’interno dei vostri progetti di consulenza o dei vostri servizi operativi?
In realtà, più cresce l’automazione, più il capitale umano diventa centrale. Ma cambia il suo ruolo.
Oggi il valore non sta più nel raccogliere dati o costruire report, ma nella capacità di interpretarli e trasformarli in decisioni. Ed è esattamente qui che entra in gioco la Business Intelligence.
Strumenti come il nostro servono a togliere ambiguità. Mettono tutti nelle condizioni di lavorare su dati oggettivi, condivisi e leggibili, evitando che le decisioni si basino solo su percezioni, abitudini o visioni parziali. Perché l’esperienza resta fondamentale, ma da sola non basta più.
Il punto non è sostituire il capitale umano, ma potenziarlo. Un responsabile logistico con i dati giusti prende decisioni più rapide, più difendibili e soprattutto più coerenti con gli obiettivi aziendali.
In questo senso la Business Intelligence diventa un abilitatore della competenza. Non decide al posto delle persone, ma alza il livello della qualità decisionale.
E lo stesso vale per la consulenza. Quando i dati sono chiari, anche il lavoro consulenziale cambia. Non si basa più su ipotesi o interpretazioni, ma su evidenze. Diventa più mirato, più concreto e molto più efficace.
Alla fine il vero cambio di paradigma è questo. Non meno persone. Persone che decidono meglio.