Interviste

Intervista a Davide Pautasso, Sales Manager di Kube Sistemi

Al #GLSummit26 presenterete qualche novità o innovazione?

Stiamo lavorando a livello di gruppo da più di un anno per integrare gli LLM nel nostro ecosistema, partendo dal WMS Gulliver. Il nostro obiettivo principale? Rendere le risposte dell’intelligenza artificiale totalmente deterministiche, garantendo la massima affidabilità nei processi logistici. In occasione della nostra conferenza, mostreremo un esempio concreto dei risultati ottenuti. Per questa sfida abbiamo scelto di puntare su Claude di Anthropic, selezionato dopo un rigoroso processo di ricerca e benchmarking.

In un’epoca dominata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, qual è oggi il ruolo del capitale umano all’interno dei vostri progetti di consulenza o dei vostri servizi operativi?

Il capitale umano resta centrale, ma la sua natura e il suo valore stanno cambiando. Nella componente consulenziale dei progetti e nei servizi operativi, il ruolo delle persone si sta spostando da esecutivo a strategico, interpretativo e relazionale.
L’intelligenza artificiale è estremamente potente nell’elaborare dati, individuare pattern e ottimizzare processi. Ma non può stabilire quali problemi abbiano davvero senso per il business: questo rimane un compito umano. Le persone sono quelle che definiscono il perimetro delle sfide, ne interpretano l’impatto organizzativo e ne orientano le priorità strategiche.
La vera competenza distintiva oggi sta nel capire il contesto, leggere le dinamiche aziendali e cogliere quei bisogni impliciti dei clienti che nessun algoritmo può ancora tradurre pienamente. In questo senso, la tecnologia amplifica il valore delle persone, ma è sempre l’intelligenza umana a dare direzione e significato all’intelligenza artificiale..

Se doveste disegnare oggi il magazzino ideale per i prossimi dieci anni, quali caratteristiche non potrebbero mancare?

La prima cosa sarebbe superare l’idea di un magazzino “perfetto per oggi”. L’obiettivo non è l’ottimizzazione immediata, ma la capacità di adattarsi a ciò che ancora non conosciamo. La logistica evolve rapidamente — nuove tecnologie, mercati, comportamenti di consumo — quindi il vero vantaggio competitivo sarà la flessibilità.
Robot sì, ma non rigidi. Sistemi come gli AMR, i robot mobili autonomi, o le scaffalature dinamiche devono poter essere inseriti, rimossi o riconfigurati senza compromettere l’architettura complessiva del magazzino. L’errore più comune è disegnare processi e layout attorno a una tecnologia specifica: nel giro di cinque anni rischia di essere già superata.
Un magazzino moderno è un sistema vivo basato sui dati. L’infrastruttura ideale integra sensori IoT, piattaforme ERP e WMS, e strumenti di analisi in tempo reale. Qui entrano in gioco i modelli di Machine Learning, che permettono di prevedere la domanda, ottimizzare i flussi di picking, ridurre errori e sprechi.
In prospettiva, la vera trasformazione non sarà solo tecnologica, ma culturale: passare da un approccio statico a un modello data-driven e adattivo, dove persone e automazione collaborano in modo continuo per migliorare resilienza e velocità decisionale.

32° GLOBAL SUMMIT
Logistics & Supply Chain
20 | 21 MAGGIO 2026

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