Interviste

Intervista a Matteo Giannone di Lucart

La tecnologia come abilitatore della “Circular Logistics”

Lucart è un modello di riferimento per l’economia circolare. Spesso però si sottovaluta quanto la logistica digitale sia fondamentale per chiudere il cerchio del riciclo. In che modo il vostro ecosistema digitale sta aiutando a ridurre l’impatto ambientale ‘nascosto’ dei trasporti?

In Lucart la sostenibilità non è solo nel prodotto — pensiamo al progetto EcoNatural che dal 2010 recupera il 100% dei materiali dei cartoni per bevande Tetra Pak® — ma pervade anche tutta la catena logistica, che spesso è la parte meno visibile dell’impatto ambientale, basti pensare ai nostri trasferimenti intracompany che sono tutti eseguiti con mezzi ecologici.

Quando nel 2020 abbiamo fotografato il nostro landscape logistico, ci siamo trovati davanti a un mosaico frammentato: WMS in versioni diverse, Excel, ERP ed altri applicativi — ogni stabilimento parlava una lingua diversa. I dati erano difficili da reperire, da confrontare, da consolidare e diventavano obsoleti rapidamente. In queste condizioni, ottimizzare i trasporti per ridurre l’impatto ambientale era semplicemente impossibile. 

Il percorso di unificazione che abbiamo intrapreso — e che la nostra roadmap dal 2020 al 2027 documenta con 21 milestone attraverso tutti i nostri 10+1 stabilimenti in 5 Paesi — ci ha portato oggi ad avere una base dati omogenea e in tempo reale. Questo significa poter finalmente misurare, confrontare e quindi ridurre le inefficienze nascoste: viaggi a vuoto, saturazione parziale dei mezzi, duplicazione di tratte intercompany. 

Con l’ingresso di Tesisquare nel nostro ecosistema, stiamo aggiungendo visibilità end-to-end: lo slot booking ottimizza i tempi di carico/scarico riducendo le soste inutili dei mezzi a motore acceso, il track & trace ci permette di monitorare in tempo reale le emissioni per tratta, e il pallet management riduce i viaggi dedicati al solo ritiro degli imballi. In un’azienda che opera 24/7 con 5 linee di business, 5 flussi intercompany e oltre 10 flussi intracompany, anche piccoli miglioramenti su ogni singola tratta generano un impatto ambientale significativo a livello di Gruppo. 

La logistica digitale è il moltiplicatore silenzioso della nostra circolarità: senza dati affidabili e tempestivi, anche il prodotto più sostenibile del mondo arriva al cliente con un’impronta di trasporto che ne vanifica parte del valore ambientale. 

TESISQUARE come spina dorsale dell’ecosistema

Lucart ha scelto di affidarsi alle soluzioni di Tesisquare, in che modo questa piattaforma ha fatto da ‘collante’ tra i vostri vari stakeholder e quanto è stato determinante avere una base tecnologica così solida per poter poi ambire all’integrazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale?

La scelta di Tesisquare nasce da un’esigenza concreta che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Nel 2020 avevamo troppi sistemi da cui estrarre dati, era impossibile creare procedure di gruppo e, di conseguenza, impossibile creare un Centro di Eccellenza per i processi logistici. Ci serviva una piattaforma che facesse da collante — non solo tecnologico, ma soprattutto di processo. 

Tesisquare per noi è diventata esattamente questo: la spina dorsale che connette fornitori, vettori, Lucart e clienti in un unico ecosistema digitale. Il percorso è iniziato con il YMS dedicato alle materie prime per la gestione inbound, poi si è esteso allo slot booking — che oggi gestisce le prenotazioni di carico e scarico su tutti i nostri stabilimenti con agende integrate inbound e outbound — e proseguirà con il pallet management e la track & trace visibility entro fine 2026. 

Un aspetto fondamentale è l’integrazione con i nostri sistemi esistenti: Tesisquare dialoga con il nostro TMS attraverso web service dedicati per la generazione automatica dei viaggi e la gestione delle accettazioni/rifiuti da parte dei vettori. Non abbiamo sostituito tutto, ma abbiamo creato un layer di orchestrazione che rende coerenti i flussi tra sistemi diversi. 

Quanto alla base per l’Intelligenza Artificiale: è proprio questa la ragione per cui abbiamo investito così tanto nell’unificazione dei dati. L’AI senza dati puliti, comparabili e in tempo reale è solo un esercizio accademico. Oggi, grazie a Tesisquare e all’armonizzazione del nostro WMS  in tutti gli stabilimenti, abbiamo finalmente quella “single source of truth” che è il prerequisito indispensabile per qualsiasi progetto di intelligenza artificiale applicata alla logistica. Il dato deve essere affidabile prima di poter essere intelligente. 

Dall’AI reattiva a quella prescrittiva: il salto di qualità

Guardando al futuro e all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale che ha citato, molti la vedono come uno strumento per ottimizzare i percorsi o prevedere i guasti. Tuttavia, la vera rivoluzione è il passaggio da una logistica reattiva a una ‘prescrittiva’. In Lucart, come immaginate che l’AI possa trasformare il ruolo del logistico: diventerà un supervisore di algoritmi autonomi o l’AI servirà a rendere la filiera talmente resiliente da auto-ripararsi davanti agli imprevisti globali?

È una domanda che mi appassiona, perché tocca il cuore della trasformazione che stiamo vivendo. E la risposta onesta è: entrambe le cose, ma con tempi diversi. 

Nel breve termine — e parlo dei prossimi 2-3 anni — vediamo l’AI come uno strumento che trasforma il logistico da “pompiere” a “regista informato”. Oggi, con il landscape unificato che abbiamo costruito dal 2020 e la visibilità end-to-end di Tesisquare, abbiamo le condizioni per passare da una logistica reattiva (“il camion è in ritardo, come mi organizzo?”) a una predittiva (“sulla base dei pattern storici e delle condizioni attuali, quel camion probabilmente sarà in ritardo: ecco tre alternative già pronte”). 

Il vero salto — quello prescrittivo — richiede un ecosistema in cui tutti gli attori siano digitalmente connessi: fornitori, vettori, stabilimenti e clienti. Ed è esattamente la direzione in cui ci stiamo muovendo con Tesisquare. Quando avremo lo slot booking, il track & trace e il pallet management pienamente operativi su tutti gli stabilimenti del Gruppo, l’AI potrà non solo prevedere i problemi, ma proporre autonomamente la soluzione migliore: riallocare un carico su un vettore alternativo, rischedulare uno slot di scarico, riorganizzare le priorità di un magazzino — tutto in tempo reale. 

Ma attenzione: non credo nella logistica completamente autonoma, almeno non nel nostro settore. Noi operiamo con 5 linee di business diverse, flussi intercompany e intracompany complessi, specificità locali che vanno dalla normativa ungherese alla gestione portuale francese. L’AI deve rendere il logistico più veloce e più informato nelle decisioni, non sostituirlo. La filiera resiliente che si “auto-ripara” è l’obiettivo a lungo termine, ma il logistico resterà il supervisore che valida le scelte critiche e gestisce le eccezioni che nessun algoritmo può anticipare. 

Il nostro percorso — da un landscape frammentato nel 2020 a un ecosistema integrato nel 2026 — ci ha insegnato una cosa fondamentale: la tecnologia è un abilitatore, non un sostituto. L’AI amplificherà enormemente le capacità del nostro team, ma sarà sempre il team a decidere la rotta. 

32° GLOBAL SUMMIT
Logistics & Supply Chain
20 | 21 MAGGIO 2026

ACCEDI QUI se sei registrato o ISCRIVITI