Interviste

Intervista a Andrea Petoletti, CEO & Partner Manager di MadLab

Come descrivereste la vostra azienda e quali sono i suoi punti di forza?

MadLab è da quasi 20 anni una voce diversa nel mercato dei sistemi logistici e di automazione. Partiamo da un principio semplice: non sono i processi ad adattarsi al software, ma il contrario. Progettiamo sistemi su misura, costruiti insieme al cliente, come un insieme di elementi che si combinano per rispondere a esigenze reali. Non vendiamo prodotti standard, ma ecosistemi che tengono insieme software, infrastruttura e cultura aziendale. Il nostro punto di forza è proprio questo: preservare l’identità operativa delle aziende, aiutandole a evolvere senza snaturarsi.

Interoperabilità WMS/WCS/MES: In un ecosistema frammentato, come garantite che i vostri software si integrino perfettamente con hardware preesistente e sistemi SAP, eliminando i silos informativi tra produzione e magazzino?

Abbiamo sviluppato internamente un ecosistema integrato composto da WMS, WCS e MES, che dialoga con un’unica interfaccia verso ERP come SAP e sistemi equivalenti. Ci posizioniamo come strato esecutivo che coordina persone e macchine, garantendo continuità operativa tra produzione e magazzino.
La nostra forza è la capacità di adattamento: partiamo da uno standard, ma lo modelliamo sulle specificità del cliente, sia lato software sia lato integrazione. Lavoriamo con API (Application Programming Interface) moderne, scambi dati tramite tabelle di confine, database o file, a seconda del contesto, perché sappiamo che la realtà operativa non è mai “pulita” come nei manuali.
Anche sull’hardware interveniamo a più livelli: dallo scambio dati fino al controllo diretto dei sistemi automatici con l’uso di protocolli specifici. Questo significa non fermarsi davanti a un vincolo tecnico, ma trovare il modo di far dialogare ciò che già esiste con ciò che serve davvero.
Il risultato è semplice: eliminare i silos non è un esercizio architetturale, ma una condizione operativa. I dati devono scorrere, perché è lì che nascono le decisioni.

In un’epoca dominata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, qual è oggi il ruolo del capitale umano all’interno dei vostri progetti di consulenza o dei vostri servizi operativi?

Preferiamo parlare di persone, non di “capitale umano”. Per noi sono il centro di tutto: senza il loro contributo non esisterebbe alcuna soluzione efficace. E questo è anche il nostro motto: “Persone oltre i bit”.
Nei nostri progetti lavoriamo perché la tecnologia supporti il loro lavoro, non lo sostituisca. Riduciamo le attività ripetitive e a basso valore, lasciando alle persone ciò che sanno fare meglio: decidere, adattarsi, risolvere problemi.
Coinvolgiamo sempre gli operatori, perché un sistema funziona davvero solo se viene adottato. Un magazzino può essere anche altamente automatizzato, ma senza la capacità umana di adattarsi ai cambiamenti rischia di diventare rigido.
Le persone restano l’elemento più flessibile e strategico di tutto il sistema.
Questo approccio sarà anche oggetto della nostra conferenza, in cui approfondiremo come progettiamo WMS, WCS e MES capaci di adattarsi ai processi reali di magazzino e produzione, mettendo concretamente le persone al centro.

Se doveste disegnare oggi il magazzino ideale per i prossimi dieci anni, quali caratteristiche non potrebbero mancare?

La risposta è una sola: le persone.
In ogni magazzino ideale, presente o futuro, le persone devono essere al centro: chi progetta, chi utilizza, chi prende decisioni. Tutto il resto può essere costruito, modificato o sostituito nel tempo.
Senza esperienza, capacità di adattamento e visione umana, non esiste un vero magazzino evoluto.

Cosa distingue oggi le aziende che reagiscono all’incertezza da quelle che la subiscono?

Le aziende che reagiscono sono quelle che scelgono di governare i dati e misurare le performance, trasformando l’incertezza in decisioni.
Vediamo spesso realtà che rimandano per timore, ma oggi il vero rischio è non agire. Serve coraggio, ma soprattutto consapevolezza: investire in tecnologia con un obiettivo chiaro e sostenibile.
Il nostro ruolo è accompagnare le aziende in questo percorso, portando anche punti di vista non convenzionali. In molti casi, ciò che blocca non è la complessità, ma l’abitudine a fare le cose sempre nello stesso modo.
Perché non sempre cambiare equivale a migliorare. Ma per migliorare bisogna cambiare.

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