Intervista a Lorenzo Di Salvatore, Sales Manager di Technolog
Come descrivereste la vostra azienda e quali sono i suoi punti di forza?
Technolog è una software house specializzata da oltre 30 anni nello sviluppo di soluzioni WMS–WCS per la gestione e l’integrazione di magazzini, sia tradizionali che altamente automatizzati. Il nostro punto di forza è la capacità di orchestrare sistemi eterogenei, coordinando in un’unica piattaforma i processi tra operatori, impianti automatici e tecnologie di campo, garantendo continuità operativa e controllo dei flussi. Operiamo in contesti complessi con un approccio aperto, integrando soluzioni diverse senza vincoli verso specifici fornitori.
Qual è il vostro contributo tecnologico per abilitare magazzini completamente automatizzati che operano 24/7 con il minimo intervento umano, garantendo al contempo sicurezza e affidabilità?
Il nostro contributo si concentra sul coordinamento dell’intero ecosistema operativo, più che sulla specifica automazione. Attraverso il WMS–WCS governiamo i flussi, orchestrando missioni, priorità e logiche decisionali anche in presenza di più sistemi automatici forniti da player diversi.
In un magazzino 24/7 il tema centrale è la resilienza: garantire continuità operativa anche in condizioni non ideali. Questo significa saper gestire eccezioni, riconfigurare dinamicamente i flussi e mantenere la piena tracciabilità dei processi. In questo contesto, sicurezza e affidabilità dipendono soprattutto dalla qualità delle logiche di controllo e integrazione, più che dalla sola tecnologia impiantistica.
Interoperabilità WMS/WCS/MES: In un ecosistema frammentato, come garantite che i vostri software si integrino perfettamente con hardware preesistente e sistemi SAP, eliminando i silos informativi tra produzione e magazzino?
L’integrazione è uno degli elementi distintivi dei nostri progetti. Operiamo tipicamente in contesti frammentati, interfacciando il nostro WMS con sistemi gestionali e tecnologie di campo attraverso architetture aperte basate su database di scambio, API e web services.
Questo approccio ci consente di adattarci a contesti molto diversi, inclusi ambienti SAP, senza imporre vincoli tecnologici. La chiave non è semplicemente “collegare” i sistemi, ma definire regole chiare di responsabilità e flussi informativi: chi prende decisioni, in quale momento e con quale livello di dettaglio.
Eliminare i silos significa trasformare sistemi separati in un processo unico e coerente, dove le informazioni sono condivise e utilizzabili in modo efficace. In questo contesto, il nostro ruolo è quello di abilitare integrazione e continuità operativa, contribuendo a rendere l’intero ecosistema più fluido e coordinato.
Digital Twin e Simulazione: In che modo utilizzate i “Gemelli Digitali” per testare nuovi layout o scenari di domanda prima della messa in opera, riducendo i rischi di implementazione per i vostri clienti?
Utilizziamo il digital twin come estensione operativa del sistema, non solo come strumento di simulazione preliminare. Il modello digitale del magazzino consente di rappresentare e analizzare lo stato dell’impianto, fornendo un supporto concreto alle attività di supervisione e diagnostica.
In fase progettuale, lo utilizziamo per testare il comportamento dell’impianto e validare le logiche operative. Questo consente di individuare criticità prima del commissioning, riducendo sia i rischi sia le tempistiche di messa in esercizio.
La logistica moderna è passata dalla gestione della “routine” alla gestione costante dell’eccezione. Quali sono i pilastri su cui costruire processi capaci di assorbire picchi improvvisi o interruzioni della supply chain senza compromettere il livello di servizio al cliente finale?
Il primo pilastro è la visibilità: senza una conoscenza in tempo reale dello stato dei flussi, non è possibile reagire in modo efficace.
Il secondo è la flessibilità delle logiche operative: i sistemi devono poter riorganizzare priorità e missioni dinamicamente, senza rigidità predefinite.
Il terzo è l’integrazione: più i sistemi sono isolati, più ogni eccezione genera inefficienza. Un ecosistema integrato consente invece di propagare rapidamente le informazioni e coordinare le risposte.
Infine, è fondamentale progettare i processi tenendo conto dell’eccezione come condizione normale, non come evento straordinario.