Interviste

Intervista a Omar Ranati, Senior Consultant, Product & Development Manager di Plannet – Tinexta Group

Buongiorno Omar, grazie per questa intervista e per la partecipazione a #GLSummit23. Cosa vi aspettate da questa edizione?

Come Plannet partecipiamo al GLSummit fin dalle primissime edizioni perché riteniamo rappresenti un momento importante di confronto con le aziende del comparto manifatturiero in tutti i settori. Un’occasione per poter condividere con i Manager, le sfide principali a cui sono chiamate le aziende, nonchè le loro esigenze primarie attuali e soprattutto future: passaggio sempre fondamentale per orientare gli investimenti sulle nostre soluzioni software nella direzione corretta.

Trasformazione digitale: quanto influisce la pianificazione e l’esecuzione di un processo di trasformazione e di automatizzazione della logistica e della supply chain sulla competitività delle aziende, in funzione degli investimenti che essa comporta?

La digitalizzazione è ormai un passo necessario in un contesto così competitivo, come quello manifatturiero, che si trova ad affrontare sfide sempre più difficili. Le aziende devono infatti essere in grado di garantire sia gli standard qualitativi del prodotto che il rispetto di normative sempre più stringenti, come quelle relative al tracciamento delle materie prime.

A questo scenario già di per sé complesso, si aggiunge la necessità di una produzione che sia sempre più veloce e flessibile. Le regole che muovono la mass customization, così come le fluttuazioni della domanda, hanno un impatto sulla produzione. Vi sono poi periodi storici, come quello attuale, in cui altri fattori intervengono per rendere questo scenario ancora più complesso.

In un contesto del genere, dopo una revisione dei propri processi con il fine di ottimizzarli, è necessario integrare strumenti per riuscire a rimanere competitivi e a guadagnare quote di mercato.

È qui che entrano in gioco le tecnologie di Industry 4.0, che permettono di aumentare la sostenibilità della produzione stessa e guidano l’adozione di processi davvero agili.

Ad esempio, crediamo che dotarsi di un sistema MES-MOM (Manufacturing Execution System o Manufacturing Operation Management) avanzato, sia al giorno d’oggi necessario per gestire e controllare l’intero processo produttivo, grazie all’utilizzo di una enorme mole di dati.

Un sistema MES-MOM porta innegabili vantaggi ad un’azienda perché non solo supporta la raccolta di informazioni in produzione (es. registrazioni manuali ed acquisizione segnali da qualsiasi tipologia di impianto), ma garantisce anche il controllo completo e in real-time della fabbrica attraverso il monitoraggio dei principali indicatori di performance (KPI). Il software MES permette quindi di arrivare ad una produzione il più ottimizzata possibile raccogliendo ed elaborando in tempo reale dati qualitativi e quantitativi, fondamentali per prendere decisioni strategiche tempestive e vincenti

Pandemia, guerra in Ucraina (e purtroppo non solo quella), crisi energetica e alimentare in questi ultimi anni stanno dando un giro di vite all’economia e al business. Cosa sta comportando tutto questo sul settore della logistica e della supply chain?

Nel corso dell’ultimo decennio, le aziende sono state chiamate a “globalizzare” le proprie operations e sviluppare strategie volte alla riduzione dei costi e all’incremento dei propri margini di profitto. Oggi tuttavia, le sfide lanciate dal covid-19 prima e dalla crisi economia poi hanno disegnato nuovi percorsi, imponendo alle aziende di riadattare e ripensare al proprio approccio al mercato e alla gestione della supply chain, per meglio affrontare l’aumento dei costi e la carenza di materie prime.

Inoltre, gli obiettivi climatici dell’Agenda 2030 concordati dall’ Unione Europea richiedono una presa di coscienza sulla responsabilità sia dei singoli, sia delle organizzazioni per la salvaguardia ambientale.

Stiamo vivendo in un mondo sempre più volatile dove gli eventi catastrofici rari, o eventi chiamati “cigno nero”, sembrano essere diventati la normalità. Se da un lato questi eventi presentano elementi specifici diversi, le conseguenze sono sostanzialmente le stesse, il che induce a chiedersi: lo scenario “business as usual” esiste ancora come concetto utile quando si pensa alle supply chain o dovremmo accettare che il mondo stia diventando sempre più rischioso e quindi pianificare le supply chain di conseguenza?

Anziché considerare questi eventi o circostanze come “rari”, le aziende devono adattare i loro modelli di business per garantire resilienza lungo tutta la supply chain. Oltre ad un vero e proprio cambio di mentalità, è necessario investire in infrastrutture per tenere il passo con la crescita e un’economia in ripresa

Se fino a pochi anni fa gli obiettivi delle aziende, indipendentemente dal settore e dalla dimensione, erano di tipo economico, negli ultimi anni stiamo assistendo ad un vero e proprio cambio di paradigma da cui nessuno si può più tirare indietro. Infatti, per quanto la profittabilità rimanga importante, le organizzazioni a livello globale si stanno rendendo conto di dover diventare socialmente responsabili, sia come conseguenza di un ambiente normativo sempre più stringente, sia in risposta alle esigenze in evoluzione dei consumatori. Le aziende devono quindi ridefinire le proprie strategie di gestione della supply chain per rispettare questo duplice obiettivo.

Per tutte queste ragioni, definire la propria strategy per la gestione della supply chain è un obiettivo che non può più essere disatteso. Come farlo?

In qualità di fornitori di tecnologie abilitanti nel settore Supply Chain stiamo potenziando i nostri software di Supply Chain Planning & Execution, introducendo soluzioni quali il Plan Cost Optimiser, per rispondere meglio alle “perturbazioni indotte da variabili esterne”. Crediamo fortemente che la capacità di simulazione e pianificazione di scenari alternativi, sia un aspetto fondamentale in questo senso.

Il tema della sostenibilità è sempre più al centro del dibattito e le aziende più impegnate in questo ambito iniziano a veder premiati i propri sforzi anche in ambito B2B. Può la logistica andare davvero in questa direzione?

La sostenibilità ambientale e l’approvvigionamento etico sono ormai imperativi per le aziende, grazie agli obiettivi dell’EU e alla pressione da parte dei governi e per questo motivo abbiamo investito in sviluppo di software e in nuove partnership, e stiamo già proponendo sul mercato soluzioni software e consulenza specialistica che vanno proprio in questa direzione e che legano il monitoraggio dell’avanzamento produzione al tema dell’efficienza energetica per ottimizzare i costi e la gestione degli impianti. Le funzionalità legate all’Energy Management sono sempre più importanti per noi e nei prossimi anni sicuramente daremo ampio spazio a questo tema sempre più al centro delle nostre strategie di business.

In cosa ritenete che la vostra azienda si distingua davvero dalle altre e perché un visitatore del #GLSummit23 dovrebbe assolutamente sedersi al vostro tavolo per conoscervi meglio e lavorare con voi?

Crediamo che il vero valore aggiunto di Plannet risieda nelle competenze dei suoi Consulenti e dei suoi Ingegneri cresciuta e consolidata in una esperienza ultraventennale nel settore e negli oltre 200 progetti effettuati con aziende manifatturiere appartenenti ai più svariai settori industriali, sia grandi che medio-piccole, effettuati in questi anni.

Accanto a questa esperienza, che ci permette di rendere sempre più performanti le nostre soluzioni APS (Advanced Planning & Scheduling, per la pianificazione e la schedulazione delle attività di supply chain) e MES (Manufacturing Execution System), possiamo oggi affiancare la “forza” di Warrant Hub del Gruppo Tinexta, che ci consente di integrare la nostra offerta con soluzioni complementari ad alto valore aggiunto (dalla privacy alla cybersecurity, dalla formazione delle persone alla finanza agevolata e molte altre).

Omar Ranati di Plannet
31° Global Summit Logistics and Supply Chain
2 | 3 APRILE 2025
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