Intervista a Paolo Napoli, Partner di JPS
Digital Twin e Simulazione: In che modo utilizzate i “Gemelli Digitali” per testare nuovi layout o scenari di domanda prima della messa in opera, riducendo i rischi di implementazione per i vostri clienti?
La progettazione di nuove soluzioni di Supply Chain – che si tratti di Network Design, layout di magazzino, o della scelta tra MRP e sistemi pull – nasconde una complessità che nessun foglio Excel riesce davvero a catturare. E le conseguenze di una scelta sbagliata si pagano care: investimenti sbagliati, scorte fuori controllo, livelli di servizio insoddisfacenti.
Per questo utilizziamo i Digital Twin come strumenti decisionali, non come esercizi teorici: modelli che replicano il comportamento reale dei flussi, delle capacità e delle variabilità operative.
Li utilizziamo quando, insieme al cliente, vogliamo validare scelte che implicano investimenti rilevanti o cambiamenti strutturali. La possibilità di “stressare” le soluzioni su scenari realistici – domanda, vincoli produttivi, supply variability – permette di prendere decisioni più consapevoli e di ridurre in modo significativo il rischio di implementazione.
Simuliamo per evitare errori costosi, perché pensarci prima costa sempre meno che rimediare dopo.
Sostenibilità Misurabile (ESG): Quali strumenti fornite per monitorare e ridurre la carbon footprint della supply chain, trasformando gli obblighi di sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto?
Crediamo che le Supply Chain sostenibili siano la chiave per modelli di business più profittevoli nel lungo periodo: niente a che vedere con la compliance fine a se stessa. E il modo in cui la si gestisce fa la differenza tra un costo che pesa sul conto economico e un vantaggio che si riflette sul servizio, sui costi operativi e sulla reputazione aziendale.
ASCM, di cui siamo Premier Elite Channel Partner, ha sviluppato uno standard internazionale capace di integrare lo SCOR DS con le tre dimensioni ESG: ambientale, sociale e di governance.
Partendo da qui, aiutiamo i clienti a effettuare assessment strutturati per comprendere il posizionamento attuale della loro Supply Chain e identificare i gap rispetto agli obiettivi di sostenibilità. Ma soprattutto lavoriamo per tradurre questi obiettivi in interventi concreti: scelte di network, politiche di stock, configurazione dei trasporti, modelli di sourcing.
Il risultato concreto: i nostri clienti escono da questi percorsi con una Supply Chain più efficiente, più resiliente e con un profilo ESG più interessante – non un documento di policy, ma interventi reali che migliorano insieme costi, servizio e impatto ambientale.
In un’epoca dominata dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, qual è oggi il ruolo del capitale umano all’interno dei vostri progetti di consulenza o dei vostri servizi operativi?
L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui analizziamo e progettiamo le Supply Chain. Ci permette di accelerare l’analisi, aumentare la qualità delle soluzioni e ridurre il tempo necessario per arrivare a una decisione: tutto questo diventa valore tangibile per il cliente.
Ma un progetto di trasformazione non finisce quando la soluzione è progettata: finisce quando funziona davvero, dentro l’organizzazione, con le persone reali. L’AI accelera l’analisi e migliora la qualità delle soluzioni – ma non gestisce la resistenza al cambiamento, non legge il contesto politico di un’azienda, non accompagna un team operations nel passaggio da una logica push a una pull. Questo lo facciamo noi.
In cosa ritenete che la vostra azienda si distingua davvero dalle altre e perché un visitatore del #GLSummit26 dovrebbe assolutamente sedersi al vostro tavolo per conoscervi meglio e lavorare con voi?
I nostri clienti ci scelgono perché sanno che non ci fermiamo alla definizione di una soluzione, ma li accompagniamo fino a quando quella soluzione funziona davvero.
Utilizziamo framework riconosciuti a livello internazionale – come lo SCOR DS di ASCM, di cui siamo Premier Elite Channel Partner – ma non li applichiamo come ricette preconfezionate. Li adattiamo al contesto, alla cultura e ai vincoli reali di ogni cliente. E lavoriamo sempre con un occhio al “dopo”: chi gestirà questo processo? Come si forma il team? Cosa succede quando usciamo noi?
In sintesi: non ci limitiamo a progettare il futuro, lavoriamo per farlo succedere.
Al #GLSummit26 non vendiamo soluzioni standard. Portiamo domande: qual è il tuo vero collo di bottiglia? Dove stai perdendo margine nella tua Supply Chain oggi? Da quel confronto, anche di soli venti minuti, si riesce sempre a identificare almeno un punto di leva concreto. Siediti al nostro tavolo: vale il tempo.